Monteprandone, in breve
Monteprandone è un comune italiano di abitanti della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche. Il suo nucleo storico d'origine, che conserva intatto l'antico incasato medievale, fa parte del circuito de I borghi più belli d'Italia.
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Il documento diplomatico più antico d'archivio recante menzione di Monteprandone e della sua fortezza risale all'agosto 1039. L'atto attesta l'atto di donazione operato da Guido e Longino, descritti come viros germanos, i quali cedettero il borgo e la primitiva chiesa di San Nicola di Bari al patrimonio fondiario del monastero benedettino dell'abbazia di Farfa, situato nella Sabina. Il cenobio laziale mantenne la giurisdizione signorile sul castello fino al 1292, anno in cui la popolazione locale deliberò spontaneamente di porsi sotto la protezione amministrativa e militare del libero comune di Ascoli.
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La cinta muraria di Monteprandone, edificata originariamente attorno al XV secolo, cinge la sommità del colle sul quale sorge il nucleo storico dell'abitato. Sotto il profilo dell'architettura militare, il perimetro fortificato si articola su un impianto a pianta ovoidale, ritmato da una successione di torri di guardia preposte alla vigilanza e al tiro di difesa, ed è rinforzato alla base da imponenti murature a scarpa realizzate per resistere ai colpi delle prime bombarde. Nel corso dei decenni, il complesso difensivo fu progressivamente aggiornato e potenziato per fronteggiare le incursioni della flotta ottomana e le scorrerie dei pirati balcanici, noti storicamente come uscocchi, che imperversavano lungo le rotte commerciali del mare Adriatico.
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Il Museo ha sede all'interno dei locali del piano terra del Palazzo Comunale, configurandosi come un polo d'eccezione per la tutela del patrimonio librario e filologico del territorio piceno. L'istituzione espositiva custodisce la parte più cospicua della quattrocentesca Libreria di San Giacomo, preziosa raccolta istituita dal teologo e frate francescano originario di Monteprandone per favorire l'istruzione e lo studio dei confratelli marchigiani. Sotto il profilo bibliografico, la collezione permanente si compone di 54 codici manoscritti membranacei e cartacei superstiti, in gran parte risalenti a un arco temporale compreso tra il XIV secolo e il XV secolo, e ritmati da pregevoli apparati decorativi in miniatura e capilettera storiati.
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La tradizionale economia agricola, incentrata sulle produzioni tipiche dell'olio di oliva e del vino, costituisce oggi una voce secondaria rispetto al settore secondario e terziario. Negli ultimi decenni si è infatti registrato lo sviluppo di una solida area industriale e commerciale nella frazione di Centobuchi, dove sorgono numerose attività produttive, alcune delle quali di grandi dimensioni. Tra i comparti più rilevanti spiccano l'industria aeronautica (con la produzione di elicotteri), la manifattura di mobili per l'arredo bagno e l'industria agroalimentare specializzata nella trasformazione dei prodotti ortofrutticoli.
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Il centro urbano è situato nel comparto del subappennino marchigiano, posto nell'immediato entroterra di San Benedetto del Tronto, a soli 5 km di distanza dalla costa del mare Adriatico. L'abitato si sviluppa lungo la cresta di una breve dorsale collinare, preposta a dividere la valle del torrente Ragnola, disposta a nord, da quella del fiume Tronto, collocata a sud. L'unica frazione del territorio comunale è Centobuchi, nucleo localizzato lungo il tracciato della via Salaria e caratterizzato da una forte espansione demografica ed edilizia.
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